

passo e ripasso amore
ma non mi fermo
ché tu riposi
e anche solo il thump!
del mio cuore
non voglio che ti spaventi
amore

La prima Estate di Coreingrapho è finita.
Trascorsa tra vacanze ricordate e piccoli divertissement, ci apre l’autunno caldo dei nostri intenti.
photo: Manuel Fantoni, courtesy of Sergio Benvenuti
cliccare per l’audio non cotico
All’amico Coccodrillo
Mentre io cazzegio ar mare co’ palette e tutto e’ resto
Tutti i Cori a lavorare, su un amico c’è er contesto!
Un popò de grandi artisti che m’omaggiano Geiddì
Co’ parole, carta, china, e io m’astengo? Orcoddì!!
Er probblema è che ar Signore, je prudeveno le dita
E m’ha fatto andicapace co’ la carta e la matita.
Ma siccome ho buona lena, e parecchia fantasia,
dico: “mò a quer fracicone, je rigalo ‘na poesia”.
Er rigazzo è un gran virtuoso, se fa er mazzo solo solo,
senza lui vorei sapè, che cazzo intende lo Spagnolo.
Mò nun vojo esagerà, mò nun vojo fa er simposio,
ma me tocca parlà bbene pure de Ciccio D’Ambrosio.
Er vecchietto Canemuco, oltre a rigalacce Core,
mostra quanto ha lungo er cecio, e ce port’aalligatore
che pè fa ‘na traduzione, ce pò mette pure un mese
ma se nun samo l’itagliano, figuramise l’ingrese!
‘Nzomma grazie amico bello, senza te ar capezzale
Coreingrapho nun sarebbe poi tanto internazionale.
Quindi omaggio pure io, ecco er pezzo pe’er contesto,
e me faccio du’ risate, mentre te traduci questo.
Con affetto e gratitudine

Lobo.
Per una volta contravveniamo alla regola dei 500 x 537 px per il formato delle tavole qui, sul tumblr: regola che evita di cliccare per ingrandire. perché.
perché.
perché, sì.
QUI il link per la tavola in formato leggibile.

Emanuele Simonelli AkA Emanuelesi e il buon vecchio JD
Il vecchio JD in realtà è un capostazione.
Lavora alla stazione termini, perché è di quello che si occupa.
Le parole gli sfrecciano sotto il naso senza biglietto, e lui guarda, osserva, sussulta ma non multa.
Di età indefinita, adora definire il mondo, dargli un nome. Ogni giorno, annota febbrilmente appunti su di un quaderno a righe, come quelli delle elementari.
Scrive con una bic scarica perché le parole più belle sono quelle che non leggerai mai.
JD sa che ogni parola è per sempre, altro che i diamanti. E che le parole sono fatti e possono far accadere le cose.
Per questo le osserva, le rispetta, le cesella, le affila e mette in fila, soprattutto se son parole di altri.
Tradurre vuol dire non tradire le aspettative di un cuore, di una testa. Perché non c’è niente di più importante che far giungere a destinazione un messaggio dentro una bottiglia, e fare festa.
JD è un mago, un negromante, un personaggio virtuale creato da Babelfish.
JD traduce ma non tradisce, al limite arricchisce. Seleziona ,scarta, cerca la sintesi sulla carta.
Il vecchio JD è un trasportatore.
Trasporta parole da una lingua all’altra, e le parole viaggiano così, di bocca in bocca, mischiandosi come le salive degli amanti.
JD traduce ma non dice. Suggerisce.
JD è un mistero, un dogma, un avatar dalla faccia di coccodrillo.
Puoi credere che esista, oppure no. Non fa differenza perché JD non sottrae, semmai aggiunge.
È come Ulisse, che parte ma non si sa se torna, JD si occupa di forma.
JD è una metafora senza il secondo termine.
JD è un come, non un perché.
E sa che uno più uno, certe volte, può fare pure tre.